Lo Studio Legale Nappo nasce con l’obiettivo di offrire alla Clientela assistenza e consulenza con particolare attenzione alle questioni riguardanti il diritto commerciale e societario, la protezione dei dati, i marchi e brevetti, nonché del diritto del lavoro e previdenziale, offrendo al cliente strumenti validi e continuità del servizio, serietà, competenza, preparazione e celerità d’azione per rispondere in tempo reale alle problematiche sottoposte. L’attività professionale offerta è sia di carattere stragiudiziale, sia di carattere giudiziale avanti a tutte le Magistrature. Attualmente l'Avv. Milena Nappo collabora con l'INPS di Ferrara, è nell'organico di ANAS Emilia Romagna ed in quello del Comune di Sant'Agostino, è Consigliere di AIGA Ferrara, è il Vice Presidente del Gruppo CNA Giovani Imprenditori di Ferrara, ed è Data Protection Officer (Responsabile della Protezione dei Dati) di importanti strutture del tessuto imprenditoriale.

PERCHE' E' INDISPENSABILE IL GIUBBINO CATARINFRANGENTE IN BICICLETTA?

Il 12 ottobre 2010 è entrato in vigore l’ obbligo per tutti i ciclisti di indossare un giubbino catarifranagente di sera (nuovo Codice della strada legge 210/10).


Tale obbligo rende indispensabile l’utilizzo di tale indumento quando è buio, ovvero da mezz’ ora dopo il tramonto a mezz’ ora prima dell’ alba, sulle strade extraurbane nonché in tutte le gallerie, anche quando si è in città ed in pieno giorno. In alternativa il ciclista può optare per le bretelle riflettenti, sebbene meno visibili.


Evidente è l’ utilità di tale norma, che intende tutelare i ciclisti da almeno una parte dei numerosissimi rischi che si corrono in strada quotidianamente. Tra l’altro, secondo uno studio della 3M (multinanzionale specializzata in materiali rifrangenti), la migliore delle lampade per bici ha una luminosità di 50 lux che consente l’avvistamento della bici ad 80 metri scarsi, mentre la fascia grigia di un giubbino arriva a 330 lux, ovvero consente al ciclista di poter essere avvistato a 200-250 metri di distanza.


Ma il legislatore ha previsto anche una sanzione per chi viola tale obbligo: 23 euro, che salgono a 38 euro sulle bici che consentono il trasporto di più persone (ad esempio per i risciò a pedali che si noleggiano nei centri storici di molte città e in varie località turistiche).


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