Lo Studio Legale Nappo nasce con l’obiettivo di offrire alla Clientela assistenza e consulenza con particolare attenzione alle questioni riguardanti il diritto commerciale e societario, la protezione dei dati, i marchi e brevetti, nonché del diritto del lavoro e previdenziale, offrendo al cliente strumenti validi e continuità del servizio, serietà, competenza, preparazione e celerità d’azione per rispondere in tempo reale alle problematiche sottoposte. L’attività professionale offerta è sia di carattere stragiudiziale, sia di carattere giudiziale avanti a tutte le Magistrature. Attualmente l'Avv. Milena Nappo collabora con l'INPS di Ferrara, è nell'organico di ANAS Emilia Romagna ed in quello del Comune di Sant'Agostino, è Consigliere di AIGA Ferrara, è il Vice Presidente del Gruppo CNA Giovani Imprenditori di Ferrara, ed è Data Protection Officer (Responsabile della Protezione dei Dati) di importanti strutture del tessuto imprenditoriale.

STRADA ALLAGATA: SUSSISTE IL DIRITTO DI RISTORO?

Quanti automobilisti sono rimasti bloccati a causa di un allagamento delle strade percorse? E quanti hanno subito dei danni, anche al proprio mezzo, a causa di tali allagamenti? Quanti negozianti si sono ritrovati con i locali allagati a causa del malfunzionamento di tombini?






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Ebbene, la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata recentemente a favore degli automobilisti e dei negozianti che hanno subito conseguenze dannose a seguito della copiosa caduta di acqua piovana nella propria città, riconoscendo il loro diritto al risarcimento dei danni causati.


Da oggi quindi sarà possibile richiedere il risarcimento del danno al proprio Comune, ovvero all'Anas, per le strade di competenza, per non aver previsto un sistema di deflusso e aspirazione dell'acqua sempre funzionante, tale da evitare situazioni di pericolo per gli utenti della strada e ai titolari di attività a questa limitrofe.


Fonte: Cassazione civile , sez. VI, ordinanza 27.10.2011 n° 22479

LA NUOVA FERRARA - Agguato mortale, fermato un giovane

E’ un marocchino di 23 anni accusato di omicidio aggravato in concorso. Poco prima era stato salvato da un linciaggio

Salvato per un soffio dalla ritorsione di un gruppo di tunisini e poi fermato con l’accusa di omicidio aggravato in concorso per il delitto del sottomura di via Baluardi. E’ la parabola percorsa martedì notte da un cittadino marocchino di 23 anni, che si trova ora in stato di fermo di polizia giudiziaria. Il provvedimento è maturato in seguito a un intervento in un bar di Santa Maria Maddalena, dove poco dopo le 21 di martedì i carabinieri di Occhiobello hanno chiesto il supporto delle Volanti di Ferrara per scongiurare una rissa. 







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Secondo una prima ricostruzione il giovane si trovava nel locale insieme alla compagna e a un’amica, quando un gruppo di tunisini lo avrebbe indicato come il responsabile, o uno dei responsabili, del regolamento di conti costato la vita ad Hamad Tarek, tunisino di 25 anni, colpito da diversi fendenti di scimitarra e morto dissanguato domenca sera. I connazionali della vittima lo hanno accerchiato minacciosamente, ma l’arrivo delle forze dell’ordine ha impedito che la situazione degenerasse. Il 23enne nel tentativo di fuggire si è semplicemente ferito a un ginocchio, ed è poi stato portato in questura per essere ascoltato, assistito dall’avvocato Milena Nappo nominata d’ufficio. Gli inquirenti sulla circostanza mantengono il più stretto riserbo, ma in queste ore le indagini della squadra mobile coordinate dal pm Ciro Savino stanno procedendo a pieno ritmo. Al vaglio degli inquirenti non ci sarebbe solo la posizione del 23enne fermato a Santa Maria Maddalena, ma di altre persone ascoltate nelle ore immediatamente successive alla tragedia. La stessa contestazione formulata nei confronti del 23enne marocchino, omicidio in concorso, conferma l’ipotesi di più persone indagate o ricercate per la morte di Hamad Tarek. Anche la versione fornita dal minorenne marocchino trovato ferito in viale Volano, e che contrasta con altre testimonianze, hanno reso più critica la posizione del ragazzo. In particolare, al termine della lunga nottata di interrogatori in Questura, l’attenzione degli inquirenti si sarebbe concentrata su un gruppo molto ristretto di persone, e non è escluso che nelle prossime ore l’inchiesta possa approdare a un’ulteriore svolta.
La spedizione punitiva in via Baluardi ha suscitato allarme e preoccupazione proprio per lo scenario di sanguinose lotte tra bande rivali che ha rivelato. Un episodio ancora più inquietante, se si considera che l’aggressione mortale è avvenuta praticamente sotto gli occhi di podisti e ciclisti attorno alle 20.30, quando ancora c’era luce. Su tutto, il timore di altre future ritorsioni, e la necessità di chiudere presto il cerchio.
Alessandra Mura

IL RESTO DEL CARLINO - Crolli, parte l'indagine sulle macerie

Nominati i consulenti per accertare le responsabilità nella morte dei 4 operai
di Benedetta Salsi


Ferrara, 26 giugno 2012 - Avranno 60 giorni di tempo (prorogabili) per accertare le cause dei crolli delle aziende dell’Alto ferrarese; quei tre capannoni che, dopo la scossa del 20 maggio scorso, si sono accartocciati e hanno sepolto l’esistenza di quattro operai: Nicola Cavicchi, di 35 anni e Leonardo Ansaloni, di 51 (che lavoravano alla Caramica Sant’Agostino); Gerardo Casaro, 55 anni (alla Tecopress di Dosso) e Tarik Naouch, di 29 (alla Ursa di Stellata). Sono stati infatti nominati ieri mattina i consulenti della procura e delle parti civili all’interno delle tre inchieste che vedono al centro le tre ditte e i loro responsabili (28 in tutto gli indagati). 









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Le perlustrazioni partiranno a ore: giovedì per Tecopress e Ceramica, venerdì alla Ursa. La procura ha nominato come consulente tecnico, per tutte e tre le aziende, l’ingegner Claudio Comastri che si avvarrà della collaborazione della professoressa Alessandra Aprile (di Unife), dell’ingegner Elisa Maniezzo (di Rovigo), il professor Matteo Berti (geologo dell’università di Bologna) e Marco Baglioni di Tresigallo.
Partirà quindi lo sgombero delle macerie, con la collaborazione dei carabinieri di Sant’Agostino e dei vigili del fuoco. I frammenti dei capannoni verranno sollevati, tagliati, campionati e analizzati per arrivare alla verità. Capire cioè se ci siano responsabilità specifiche o errori nella progettazione o nell’edificazione degli immobili. Andranno verificate la qualità dei materiali, la robustezza delle strutture e la corrispondenza tra i progetti e le concrete costruzioni. Le difese degli indagati, a tutela, ieri hanno conferito gli incarichi ai loro consulenti.

Per la Ursa di Stellata Franco Mantero, presidente dell’ordine degli ingegneri di Ferrara (difeso dall’avvocato Caniato) ha nominato Felice Monaco di Bologna; Christian Alexandre Michel (avvocati Mazzacuva e Quintana) e Simone Marescotti (avvocato Mazzacuva), Paolo Cicchetti di Roma; Pierantonio Cerini (avvocato Taffi di Arezzo), L’ingegner Carlo Schiatti di Arezzo; Mauro Monti, ingegnere capo della Provincia di Ferrara e collaudatore della Ursa (avvocato Valgimigli), il tecnico Alessandro Strozzi. Ancora nessun consulente per Simonello Marchesini (avvocato Annetta), Dante Dall’Olio (avvocato Girani di Imola) e Anton Guido Pieri (avvocato Gionchetti). Per le persone offese l’avvocato Claudia Tassinari ha nominato Antonio Formisano e Federico Mazzolani, di Napoli.


ALLA Tecopress di Dosso il legale rappresentante Enzo Dondi (difeso dall’avvocato Marzola) ha nominato Antonio Tralli; la responsabile della sicurezza Elena Parmeggiani, Giovanni Sorrentino di Trento; per Umberto Cavallaro l’ingegner Paolo Marini di Legnago; per il geometra Antonio Proni, l’ingegner Michele Cocchi; per il geologo Marco Mantovani, Aldo Di Bernardo di Lonato (tutti difesi da Patrizio Zagatti); per Dario Gagliandi, Paolo Riva di Bergamo; per Mauro Castelvedere, Oliviero, Giovanni Andrea e Massimo Caprini (avvocato Marcello Vescovi), l’ingegner Stefano Rosmani di Ghedi; per  Angelo Domenico e Benvenuto Giuseppe Antonini, Carlo Gorio di Orzinuovi; per Cosimo Giuffrida (avvocato Milena Nappo), Fabio Vettorello di Noventa Vicentina; per Modesto Cavicchi, collaudatore dell’opera, l’architetto Mauro Cavicchi di Cento. Nessun consulente per Angelo Bardi, direttore dei lavori di montaggio strutture cemento armato. Per le parti offese, la famiglia Cesaro (avvocato da Fabio Anselmo), nominato l’ingegner Pierluigi Valentini di Molinella.
E ancora. Alla Ceramica Sant’Agostino per il titolare Ennio Manuzzi sono stati nominati l’ingegner Maurizio Merli di Bologna e Giovanni Lercari di Genova; per Andrea Fipertani, l’ingegner Giada Gasparini; per Andrea Govoni Maurizio Merli e Giada Gasparini (tutti difesi dall’avvocato Caniato); per Bruno Luigi Formigoni, Alberto Dal Lago di Milano. Nessuno per la geologa dei terreni Marilena Martinucci. Per le parti offese (la famiglia Ansaloni, difesa dall’avvocato Roberto Neri di Modena e la famiglia Cavicchi, difesa da Fabio Anselmo) è stato nominato come consulente tecnico l’ingegner Domenico Carlini di Ferrara.