Lo Studio Legale Nappo nasce con l’obiettivo di offrire alla Clientela assistenza e consulenza con particolare attenzione alle questioni riguardanti il diritto commerciale e societario, la protezione dei dati, i marchi e brevetti, nonché del diritto del lavoro e previdenziale, offrendo al cliente strumenti validi e continuità del servizio, serietà, competenza, preparazione e celerità d’azione per rispondere in tempo reale alle problematiche sottoposte. L’attività professionale offerta è sia di carattere stragiudiziale, sia di carattere giudiziale avanti a tutte le Magistrature. Attualmente l'Avv. Milena Nappo è nell'elenco dei legali esterni di ANAS Emilia Romagna e del Comune di Terre del Reno, è consigliere del Gruppo Giovani Imprenditori CNA di Ferrara e membro del CID CNA Impresa Donna Ferrara, è consulente per ASPPI Ferrara - Poggio Renatico, e fa parte della prestigiosa associazione Fidapa BPW Italy. Lo Studio Legale Nappo si avvale inoltre della collaborazione professionale degli Avv.ti Federica Corazzari e Daniela Vitali del Foro di Ferrara. Avv. Federica Corazzari vanta una consolidata esperienza in materie quali diritto penale, recupero credito, eredità e amministrazioni di sostegno. Avv. Daniela Vitali è professionista iscritta nell'Albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori che opera proficuamente da oltre dieci anni nei settori del diritto penale, famiglia, separazioni, divorzi e amministrazioni di sostegno.

QUANDO E' POSSIBILE TRASFERIRE UN DIPENDENTE?

Le normative in materia sono vaghe e non intendono inquadrare in maniera rigida le prerogative del datore di lavoro.



L'art. 2103 c.c., infatti, si limita a sancire che il trasferimento può avvenire solo in presenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Non sono quindi ammesse giustificazioni di ordine disciplinare.



Di converso varie interpretazioni giurisprudenziali hanno ammesso che tensioni di tipo ambientali o l’incompatibilità con l’ambiente stesso possono giustificare un trasferimento.









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Tale interpretazione, però,
non può mai tradursi nella facoltà di poter trasferire un lavoratore dipendente che non sia in sintonia con i propri funzionari direttivi.