Lo Studio Legale Nappo nasce con l’obiettivo di offrire alla Clientela assistenza e consulenza con particolare attenzione alle questioni riguardanti il diritto commerciale e societario, la protezione dei dati, i marchi e brevetti, nonché del diritto del lavoro e previdenziale, offrendo al cliente strumenti validi e continuità del servizio, serietà, competenza, preparazione e celerità d’azione per rispondere in tempo reale alle problematiche sottoposte. L’attività professionale offerta è sia di carattere stragiudiziale, sia di carattere giudiziale avanti a tutte le Magistrature. Attualmente l'Avv. Milena Nappo collabora con l'INPS di Ferrara, è nell'organico di ANAS Emilia Romagna ed in quello del Comune di Sant'Agostino, è Consigliere di AIGA Ferrara, è il Vice Presidente del Gruppo CNA Giovani Imprenditori di Ferrara, ed è Data Protection Officer (Responsabile della Protezione dei Dati) di importanti strutture del tessuto imprenditoriale.

IL GESTORE DEL PARCHEGGIO RISPONDE DEL FURTO SUBITO DA UN FRUITORE DEL SERVIZIO?

Sul punto si sono espresse le Sezioni Unite della Cassazione Civile affermando che il gestore-concessionario di un parcheggio senza custodia, qualora esponga prima della conclusione del contratto il cartello che comunica la non assunzione dell'obbligo di custodire i veicoli parcheggiati, non risponde per il furto subito dal fruitore del servizio.







Ti interessa questo articolo? Iscriviti, è la cosa giusta da fare




 


















La Cassazione infatti ha precisato che: "l'istituzione da parte dei comuni, previa deliberazione della Giunta, di aree di sosta a pagamento ai sensi dell'art. 7, primo comma, lettera f), d. lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (codice della strada), non comporta l'assunzione dell'obbligo del gestore di custodire i veicoli su di esse parcheggiati se l'avviso parcheggio incustodito è esposto in modo adeguatamente percepibile prima della conclusione del contratto (artt. 1326, primo comma, e 1327 cod. civ.) perché l'esclusione della custodia attiene all' oggetto dell' offerta al pubblico (art. 1336 cod. civ.), e l' univoca qualificazione contrattuale del servizio, reso per finalità di pubblico interesse, normativamente disciplinate, non consente il ricorso al sussidiario criterio della buona fede, ovvero al principio della tutela dell'affidamento incolpevole sulle modalità di offerta del servizio (quali ad esempio l'adozione di recinzioni, di speciali modalità di accesso ed uscita, dispositivi o personale di controllo), per costituire l'obbligo della custodia, potendo queste costituire organizzazione della sosta".



Fonte: Suprema Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 14319/2011

Nessun commento:

Posta un commento