Lo Studio Legale Nappo nasce con l’obiettivo di offrire alla Clientela assistenza e consulenza con particolare attenzione alle questioni riguardanti il diritto commerciale e societario, la protezione dei dati, i marchi e brevetti, nonché del diritto del lavoro e previdenziale, offrendo al cliente strumenti validi e continuità del servizio, serietà, competenza, preparazione e celerità d’azione per rispondere in tempo reale alle problematiche sottoposte. L’attività professionale offerta è sia di carattere stragiudiziale, sia di carattere giudiziale avanti a tutte le Magistrature. Attualmente l'Avv. Milena Nappo è DPO Certificato, ed è inserito nell'elenco dei legali esterni di ANAS Emilia Romagna e del Comune di Terre del Reno, è consigliere del Gruppo Giovani Imprenditori CNA di Ferrara e membro del CID CNA Impresa Donna Ferrara, è consulente per ASPPI Ferrara - Poggio Renatico, e fa parte della prestigiosa associazione Fidapa BPW Italy. Lo Studio Legale Nappo si avvale inoltre della collaborazione professionale degli Avv.ti Federica Corazzari e Daniela Vitali del Foro di Ferrara. L'Avv. Federica Corazzari vanta una consolidata esperienza in materie quali diritto penale, recupero credito, eredità e amministrazioni di sostegno. L'Avv. Daniela Vitali è professionista iscritta nell'Albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori che opera proficuamente da oltre dieci anni nei settori del diritto penale, famiglia, separazioni, divorzi e amministrazioni di sostegno.

LA NUOVA FERRARA - Agguato mortale, fermato un giovane

E’ un marocchino di 23 anni accusato di omicidio aggravato in concorso. Poco prima era stato salvato da un linciaggio

Salvato per un soffio dalla ritorsione di un gruppo di tunisini e poi fermato con l’accusa di omicidio aggravato in concorso per il delitto del sottomura di via Baluardi. E’ la parabola percorsa martedì notte da un cittadino marocchino di 23 anni, che si trova ora in stato di fermo di polizia giudiziaria. Il provvedimento è maturato in seguito a un intervento in un bar di Santa Maria Maddalena, dove poco dopo le 21 di martedì i carabinieri di Occhiobello hanno chiesto il supporto delle Volanti di Ferrara per scongiurare una rissa. 







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Secondo una prima ricostruzione il giovane si trovava nel locale insieme alla compagna e a un’amica, quando un gruppo di tunisini lo avrebbe indicato come il responsabile, o uno dei responsabili, del regolamento di conti costato la vita ad Hamad Tarek, tunisino di 25 anni, colpito da diversi fendenti di scimitarra e morto dissanguato domenca sera. I connazionali della vittima lo hanno accerchiato minacciosamente, ma l’arrivo delle forze dell’ordine ha impedito che la situazione degenerasse. Il 23enne nel tentativo di fuggire si è semplicemente ferito a un ginocchio, ed è poi stato portato in questura per essere ascoltato, assistito dall’avvocato Milena Nappo nominata d’ufficio. Gli inquirenti sulla circostanza mantengono il più stretto riserbo, ma in queste ore le indagini della squadra mobile coordinate dal pm Ciro Savino stanno procedendo a pieno ritmo. Al vaglio degli inquirenti non ci sarebbe solo la posizione del 23enne fermato a Santa Maria Maddalena, ma di altre persone ascoltate nelle ore immediatamente successive alla tragedia. La stessa contestazione formulata nei confronti del 23enne marocchino, omicidio in concorso, conferma l’ipotesi di più persone indagate o ricercate per la morte di Hamad Tarek. Anche la versione fornita dal minorenne marocchino trovato ferito in viale Volano, e che contrasta con altre testimonianze, hanno reso più critica la posizione del ragazzo. In particolare, al termine della lunga nottata di interrogatori in Questura, l’attenzione degli inquirenti si sarebbe concentrata su un gruppo molto ristretto di persone, e non è escluso che nelle prossime ore l’inchiesta possa approdare a un’ulteriore svolta.
La spedizione punitiva in via Baluardi ha suscitato allarme e preoccupazione proprio per lo scenario di sanguinose lotte tra bande rivali che ha rivelato. Un episodio ancora più inquietante, se si considera che l’aggressione mortale è avvenuta praticamente sotto gli occhi di podisti e ciclisti attorno alle 20.30, quando ancora c’era luce. Su tutto, il timore di altre future ritorsioni, e la necessità di chiudere presto il cerchio.
Alessandra Mura

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