Lo Studio Legale Nappo nasce con l’obiettivo di offrire alla Clientela assistenza e consulenza con particolare attenzione alle questioni riguardanti il diritto commerciale e societario, la protezione dei dati, i marchi e brevetti, nonché del diritto del lavoro e previdenziale, offrendo al cliente strumenti validi e continuità del servizio, serietà, competenza, preparazione e celerità d’azione per rispondere in tempo reale alle problematiche sottoposte. L’attività professionale offerta è sia di carattere stragiudiziale, sia di carattere giudiziale avanti a tutte le Magistrature. Attualmente l'Avv. Milena Nappo collabora con l'INPS di Ferrara, è nell'organico di ANAS Emilia Romagna ed in quello del Comune di Sant'Agostino, è Consigliere di AIGA Ferrara, è il Vice Presidente del Gruppo CNA Giovani Imprenditori di Ferrara, ed è Data Protection Officer (Responsabile della Protezione dei Dati) di importanti strutture del tessuto imprenditoriale.

LAVORO - E' ANCORA ASSENZA PER MALATTIA SE IL LAVORATORE NON APRE AL MEDICO LEGALE?

Di recente mi è capitato il caso di un lavoratore che, a casa per malattia, ha omesso di aprire la porta al medico legale, adducendo di non aver sentito il campanello perchè intento a parlare con due amici. Nonostante il medico avesse lasciato regolare cedolino, il lavoratore ometteva di persentarsi il giorno seguente all'INPS, non compiento perciò alcuna azione volta a cercare di recuperare la situazione creatasi.









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Ebbene, è importante sapere che la giurisprudenza è costante nel ritenere che per i lavoratori malati non è sufficiente dimostrare di essere in casa per avere diritto al trattamento economico di malattia, ma occorre anche aprire la porta al medico fiscale, non essendo una giustificazione valida affermare di non aver sentito il campanello.


Questo è il principio sancito dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione. La Cassazione ha infatti respinto il ricorso di un lavoratore al quale era stata tolta l’indennità di malattia perché non aveva aperto al medico dell’INPS, risultando in tal modo assente. Nel caso posto all'esame della Cassazione, il lavoratore malato aveva sostenuto di essere in salotto con un amico e che nessuno dei due aveva sentito suonare; questi si lamentava oltretutto del fatto che il medico non avesse suonato il campanello ma si fosse limitato a "bussare" alla porta.



La Suprema Corte respingeva ogni giustificazione del lavoratore, ritenendo che "l’ingiustificata assenza del lavoratore alla visita di controllo non coincide necessariamente con l’assenza del lavoratore dalla propria abitazione, potendo essere integrata da qualsiasi condotta dello stesso lavoratore, pur presente in casa, che sia valsa ad impedire l’esecuzione del controllo sanitario per incuria, negligenza o altro motivo non apprezzabile sul piano giuridico e sociale". I Supremi Giudici hanno sottolineato, inoltre, che, essendo la sala vicino all’ingresso, i due uomini avrebbero dovuto sentire i colpi sulla porta, rilevando come il verbo "bussare", inteso nel significato di
"picchiare ad una porta per farsi aprire", venga usato abitualmente come sinonimo di "suonare", vista "l’identica finalità delle due azioni".

In pratica, il lavoratore assente dal lavoro per malattia che non apre al medico fiscale, può addurre come giustificato motivo della non reperibilità alla visita domiciliare di controllo solo quello di avere, nell'occasione, effettuato una visita presso il suo medico di fiducia durante la fascia oraria imposta per legge, e ciò al solo fine di tutelare la propria salute.


Fonti: tra le tante si citano: Cass. n. 4247 del 2.3.2004 e Cass. n. 5000 del 22.5.1999

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